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- Questo topic ha 9 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 16 anni, 4 mesi fa da
GIANNICLEMENTE.
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23 Aprile 2009 alle 6:44 #118897
cico
PartecipanteIl problema è stato affrontato in un’altra sezione del forum…ognuno ha dato la sua interpretazione. La mia è che non esiste nessuna compensazione automatica ma che, durante una rapida immersione, rimanga una sorta di “tappo” di aria all’interno dell’orecchio medio che funziona da ammortizzatore evitando il contatto diretto dell’acqua con il timpano. Questo strato d’aria, in quanto comprimibile, riduce così la pressione esercitata sullo stesso.
Ti consiglio di rileggere quella discussione utilizzando la funzione “cerca”.
In ogni caso ritengo sia un problema che non merita di essere troppo approfondito.
Ciao23 Aprile 2009 alle 6:46 #118898cico
PartecipanteScusate…non all’interno dell’orecchio medio ma nel codotto uditivo esterno…
23 Aprile 2009 alle 11:00 #118899GIANNICLEMENTE
Partecipante@cico wrote:
Il problema è stato affrontato in un’altra sezione del forum…ognuno ha dato la sua interpretazione. La mia è che non esiste nessuna compensazione automatica ma che, durante una rapida immersione, rimanga una sorta di “tappo” di aria all’interno dell’orecchio medio che funziona da ammortizzatore evitando il contatto diretto dell’acqua con il timpano. Questo strato d’aria, in quanto comprimibile, riduce così la pressione esercitata sullo stesso.
Ti consiglio di rileggere quella discussione utilizzando la funzione “cerca”.
In ogni caso ritengo sia un problema che non merita di essere troppo approfondito.
CiaoLa questione era stata intavolata in un’altra sezione del forum perchè questa sezione non era stata ancora istituita . Non eravamo giunti a conclusioni certe ma solo a supposizioni . Non sono assolutamente d’accordo che il problema non merita l’approfondimento in quanto , al di là della pura conoscenza delle cose che diventa parte del nostro bagaglio culturale di cui nessuno è obbligato a rendersi edotto ma parimenti non può esserci un limite imposto da chicchessia , scoprire eventuali automatismi della compensazione e riuscire a pilotarli potrebbe essere un valido aiuto a risparmiare energia nell’apnea che si tradurrebbe in minor consumo di ossigeno o quantomeno capire il livello di acquaticità che può raggiungere l’essere umano .
Ciao24 Aprile 2009 alle 9:13 #118900Max
ModeratoreVisto che fino ad ora nessuna ha saputo dare una risposta esaustiva e certa, l’unica cosa da fare se si ha bramosia di conoscenza in merito è chiedere ad un medico iperbarico (che purtroppo noi non abbiamo il piacere di ospitare in questo forum) e magari facci partecipi della risposta avuta 😉
24 Aprile 2009 alle 10:01 #118901cico
PartecipanteCaro GIANNICLEMENTE,
nel problema che hai illustrato non c’è nessuna “compensazione automatica” , ma semplicemente non si raggiunge una pressione sul timpano che debba essere compensata…
A tutti piacerebbe scendere senza dover compensare ma purtroppo non possiamo evitare di farlo…
Ciao24 Aprile 2009 alle 12:54 #118902GIANNICLEMENTE
Partecipante@cico wrote:
Caro GIANNICLEMENTE,
nel problema che hai illustrato non c’è nessuna “compensazione automatica” , ma semplicemente non si raggiunge una pressione sul timpano che debba essere compensata…
A tutti piacerebbe scendere senza dover compensare ma purtroppo non possiamo evitare di farlo…
CiaoPuò essere,,,,,ma io , specialmente all’inizio della stagione , sento la necessità di compensare poco dopo la capovolta . E’ più probabile che la violenza con l’impatto nell’acqua crei una spinta di aria nei condotti auditivi attraverso il naso compensando quel tanto che basta a quella profondità .
24 Aprile 2009 alle 14:05 #118903Max
Moderatore@GIANNICLEMENTE wrote:
E’ più probabile che la violenza con l’impatto nell’acqua crei una spinta di aria nei condotti auditivi attraverso il naso compensando quel tanto che basta a quella profondità .
Quindi per un pescasub che volesse razzolare a 3 mt di profondità e non compensare invece di fare la normale capovolta basterebbe portarsi un trampolino portatile e tuffarsi? 😕 😕
Non ne vedo un nesso tra tuffi e pescasub…24 Aprile 2009 alle 15:08 #118904ArbaArba
Partecipante@GIANNICLEMENTE wrote:
@cico wrote:
Caro GIANNICLEMENTE,
nel problema che hai illustrato non c’è nessuna “compensazione automatica” , ma semplicemente non si raggiunge una pressione sul timpano che debba essere compensata…
A tutti piacerebbe scendere senza dover compensare ma purtroppo non possiamo evitare di farlo…
CiaoPuò essere,,,,,ma io , specialmente all’inizio della stagione , sento la necessità di compensare poco dopo la capovolta . E’ più probabile che la violenza con l’impatto nell’acqua crei una spinta di aria nei condotti auditivi attraverso il naso compensando quel tanto che basta a quella profondità .
Scusa Gianni, premetto che sono assolutamente ignorante in merito e quanto mi accingo a dire non ha alcun valore scientifico, ma credo che la spiegazione che riporti non regga.
Credo che questo fenomeno della “compensazione automatica” debba avvenire sia se ti tuffi “di testa”, sia se ti tuffi “a chiodo”. Perdonami i termini assolutamente rozzi, ma non ne conosco altri e, comunque, credo siano intuitivi.
Percio’ se ti tuffi a chiodo e non ti chiudi le narici, la tua spiegazione potrebbe avere un qualche fondamento. Ma tuffandosi di testa? Non c’e’ alcun modo di ottenere quella “spinta” di cui tu parli.
In entrambe i casi, pero’, il meccanismo che propone Cico mi sembra ancora possibile.
24 Aprile 2009 alle 20:00 #118905GIANNICLEMENTE
Partecipante@ArbaArba wrote:
@GIANNICLEMENTE wrote:
@cico wrote:
Caro GIANNICLEMENTE,
nel problema che hai illustrato non c’è nessuna “compensazione automatica” , ma semplicemente non si raggiunge una pressione sul timpano che debba essere compensata…
A tutti piacerebbe scendere senza dover compensare ma purtroppo non possiamo evitare di farlo…
CiaoPuò essere,,,,,ma io , specialmente all’inizio della stagione , sento la necessità di compensare poco dopo la capovolta . E’ più probabile che la violenza con l’impatto nell’acqua crei una spinta di aria nei condotti auditivi attraverso il naso compensando quel tanto che basta a quella profondità .
Scusa Gianni, premetto che sono assolutamente ignorante in merito e quanto mi accingo a dire non ha alcun valore scientifico, ma credo che la spiegazione che riporti non regga.
Credo che questo fenomeno della “compensazione automatica” debba avvenire sia se ti tuffi “di testa”, sia se ti tuffi “a chiodo”. Perdonami i termini assolutamente rozzi, ma non ne conosco altri e, comunque, credo siano intuitivi.
Percio’ se ti tuffi a chiodo e non ti chiudi le narici, la tua spiegazione potrebbe avere un qualche fondamento. Ma tuffandosi di testa? Non c’e’ alcun modo di ottenere quella “spinta” di cui tu parli.
In entrambe i casi, pero’, il meccanismo che propone Cico mi sembra ancora possibile.
Le tue valutazioni sono apprezzabili ma sempre solo ipotetiche come le mie (non ho dato spiegazioni come tu dici ma solo formulato ipotesi) ; comunque penso che la spinta dell’aria nei condotti uditivi potrebbe avvenire in entrambe le tipologie di tuffi .
Anch’io sono assolutamente ignorante in materia , per questo ho aperto l’argomento .Comunque se non ne vogliamo parlare più non è un problema , ma non possiamo asserire di essere giunti a una conclusione attendibile .
Rispondo a MAX che l’utilità di conoscere con sicurezza certe cose che sembrano irrilevanti talvolta possono rivelarsi fondamentali per lo sviluppo di attrezzature , metodi per migliorare e agevolare l’attività di riferimento o svelarsi effettivamente inutili . Pertanto come tu stesso hai affermato solo un eventuale esperto ci potrà dare una risposta attendibile , aspettiamo .
Ciao -
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